Agevolazioni sui lavori in casa, le guide aggiornate

Per il 2019, sono confermate le detrazioni maggiorate per i lavori di ristrutturazione e quelli finalizzati al risparmio energetico ed è prorogato il bonus mobili ed elettrodomestici
In fondo all’articolo le versioni aggiornate delle guide “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, “Bonus mobili ed elettrodomestici” e “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”, tre pratici vademecum attraverso i quali l’Agenzia informa sui diversi benefici riconosciuti e indica gli adempimenti e le procedure da seguire per poterne usufruire.

Ristrutturazioni edilizie
Sarà ancora possibile, fino a tutto il 2019, chiedere una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2020, a meno che intervenga un’ulteriore proroga, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e il limite massimo di spesa sarà di 48mila euro. Stessa agevolazione confermata per chi acquista, entro l’anno in corso, un box, un posto auto o una casa in un edificio interamente ristrutturato.
Attenzione al nuovo adempimento introdotto dalla legge di bilancio 2018. Analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, per gli interventi che comportano un risparmio energetico occorre trasmettere all’Enea una comunicazione dei lavori effettuati, entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione. Per quelli terminati nel 2018, la trasmissione va fatta attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it; per gli interventi del 2019, è in corso di predisposizione un nuovo portale telematico.
Sul sito internet http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/ è disponibile una guida rapida per la trasmissione dei dati, realizzata dall’Enea, con l’elenco degli interventi per i quali è scattato il nuovo obbligo.
Non si registrano novità, invece, sulle tipologie di interventi che danno diritto all’agevolazione e sulle modalità di pagamento: bonifico bancario, postale o tratto su un conto acceso presso un istituto di pagamento autorizzato.

Bonus mobili
Premiati ancora per un anno gli acquisti di nuovi mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile sul quale sono stati effettuati determinati interventi edilizi.
La detrazione Irpef del 50%, che può essere richiesta solo se la ristrutturazione è iniziata a partire dal 1° gennaio 2018, va calcolata su un importo massimo di 10mila euro e ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Il pagamento dei beni può avvenire solo con bonifico o carta di debito o credito. Niente assegni bancari, quindi, né contanti o altri mezzi di pagamento. Se si paga con bonifico, non è necessario utilizzare quello predisposto per le spese di ristrutturazione edilizia, soggetto a ritenuta d’acconto.
Per alcuni elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici), la novità, in vigore già dall’anno scorso, è l’obbligo di comunicare il loro acquisto all’Enea. Anche per questo nuovo adempimento sul sito dell’ente sono disponibili le informazioni per l’invio della comunicazione.

Efficienza energetica (“ecobonus”)
Proroga al 31 dicembre 2019, infine, anche per le detrazioni “maggiorate” Irpef/Ires riconosciute quando si effettuano interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Nella guida, l’Agenzia illustra le varie tipologie di lavori per i quali si possono richiedere le detrazioni che, in linea generale, vengono confermate nella misura del 65% (l’importo massimo di spesa agevolabile è diverso a seconda del tipo di intervento che si effettua). Tuttavia, per alcuni interventi, già dall’anno scorso la percentuale di detrazione è cambiata. In particolare, è stata ridotta al 50% per l’acquisto e la posa in opera di finestre, schermature solari e impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. È aumentata, invece, per le opere sulle parti comuni realizzate in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e finalizzate anche alla riduzione del rischio sismico: 80%, se i lavori effettuati comportano il passaggio a una classe di rischio inferiore; 85%, se si ottiene la riduzione di due o più classi di rischio sismico.
Regole precise, dal 1° gennaio 2018, per le caldaie a condensazione. In particolare, la detrazione:

  • non spetta più, se la caldaia ha un’efficienza media stagionale inferiore alla classe A
  • spetta nella misura del 65%, per quelle rientranti almeno in classe A e dotate di sistemi di termoregolazione evoluti
  • diminuisce al 50% per le caldaie in classe A prive di questi sistemi di termoregolazione.
È sempre necessario, infine, ma solo per i contribuenti non titolari di reddito di impresa, effettuare il pagamento delle spese con bonifico bancario o postale, anche “on line”. Sono validi i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli “istituti di pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento.
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attenzione a non dimenticare di inviare all’Enea l’attestato di prestazione energetica (Ape) e la scheda informativa. L’Ape non è richiesto per l’installazione di pannelli solari, per la sostituzione di finestre e di impianti di climatizzazione invernale, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari.
Fonte: Fisco Oggi

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Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2018

Sono proseguiti anche nei primi sei mesi del 2018 i segnali di miglioramento del mercato immobiliare residenziale capitolino, riscontrabili in primo luogo in una progressiva stabilizzazione dei principali indicatori di mercato.

Il settore residenziale ha confermato, oltre a certa dinamicità sul fronte degli scambi, anche una attenuazione della flessione dei valori e una stabilizzazione delle tempistiche di formalizzazione dei contratti.

Ancora fiacco, invece, soprattutto per quanto riguarda gli scambi, il mercato di box e posti auto, dove sono proseguiti i segnali di inattività evidenziati negli ultimi anni, a conferma di uno scarso interesse per lo specifico segmento.

Il mercato immobiliare non residenziale della capitale continua ad essere caratterizzato da dinamiche non del tutto consolidate. Se sul fronte delle compravendite il 2017 si è infatti chiuso con un risultato positivo, sia per quanto riguarda gli uffici (+11,7 sull’anno precedente) sia per quanto riguarda i negozi (+4,4% rispetto al 2016), a livello locale i valori immobiliari, indipendentemente dal segmento di mercato, risultano ancora in flessione, con variazioni pressoché allineate a quelle rilevate un anno fa, in particolar modo per quanto riguarda il settore commerciale.

Per leggere nel dettaglio l’analisi eseguita da Nomisma nell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare n. 2/2018 clicca qui.

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La suggestiva casa grotta sull’isola di Ponza

Dammusi, trulli, le abitazioni caratteristiche dei luoghi creano particolari suggestioni a chi le vive. La casa grotta è l’abitazione tipica dell’isola di Ponza.

È a partire dal XVIII secolo, con la colonizzazione borbonica, che nell’isola di Ponza vengono realizzate queste affascinanti abitazioni in grotta. La struttura delle case grotta si è evoluta nel tempo, partendo inizialmente dalla sola facciata, poi arricchita nel corso degli anni dalle pareti laterali, mentre la montagna ne formava la parte posteriore. Sviluppatasi nel corso degli anni, la casa grotta diventò un insieme di stanze rettangolari, per poi trovare avancorpi in muratura, falde perimetrali che fungevano da canali di raccolta dell’acqua e soffitti a cupola che donano all’intera struttura luminosità e fascino.

Vi sono ancora alcune case grotta nell’isola di Ponza e le fotografie che hai potuto vedere finora appartengono proprio ad una di queste.

Con ingresso indipendente, giardino e terrazzo con vista panoramica, questo suggestivo immobile è un’occasione da non perdere.

Superficie di 165 mq commerciali e giardino di 96 mq.

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Home staging per vendere più in fretta e senza sconti

Marketing immobiliare. Cresce il ruolo di professionisti specializzati nel rendere la casa più appetibile ai
possibili acquirenti, migliorando arredamento e finiture

«Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione». L’aforisma di Oscar Wilde vale anche per le case in vendita, e non a caso è in evidenza sul sito di Home staging lovers, una delle associazioni che rappresenta i  professionisti specializzati in questa tecnica di marketing.

L’home staging – letteralmente la “messa in scena della casa” – ha infatti lo scopo di migliorare la presentazione di un immobile, evidenziandone i pregi e le potenzialità, per poterlo vendere nel minor tempo possibile e a un prezzo adeguato. A dare linfa al settore è stata, paradossalmente, la crisi degli ultimi anni: l’home staging permette infatti di far emergere una proposta immobiliare in un’offerta che ha superato di molto la domanda, spingendo i prezzi verso il basso. Di conseguenza i tempi di vendita si sono dilatati e sono aumentati gli “sconti” in fase di trattativa, proprio le cose che l’home staging punta a contrastare.

Seppur si tratti di indicatori in miglioramento, Nomisma (vedi tabella) registra una permanenza media sul mercato delle case usate di oltre 6 mesi e una differenza del 14% tra il prezzo richiesto e quello alla fine della trattativa. «Secondo un’elaborazione sui casi trattati dai nostri associati – dice Fosca de Luca, presidente di Home staging lovers – le case sottoposte a home staging si vendono in 54 giorni con uno sconto medio del 4 per cento». Dati da prendere con le pinze, perché si riferiscono a un universo di nicchia formato da poche centinaia di operatori (o forse sarebbe meglio dire “operatrici”, visto che si tratta per la quasi totalità di donne, la maggior parte provenienti dal mondo dell’architettura e dell’interior design). «Se una casa ha difetti evidenti – continua de Luca – non si possono fare miracoli. Ma un intervento migliorativo, può essere determinante per la vendita. Purtroppo in molti casi i clienti si rivolgono a noi solo dopo che l’immobile rimane invenduto, per non essere costretti ad abbassare troppo il prezzo. L’ideale sarebbe lavorare sulla casa prima che venga messa sul mercato». Quale venditore di auto usate, del resto, metterebbe in vetrina una macchina senza nemmeno una lucidata? Bisogna invece diffidare da chi promette di vendere l’immobile a un prezzo più alto del suo valore. «Un approccio corretto da parte dell’home stager – aggiunge Laura Vimercati, presidente dell’Associazione professionisti home staging Italia – deve puntare a vendere la casa al prezzo più alto della forchetta di quotazione. Anche per questo è fondamentale lavorare in collaborazione con gli agenti immobiliari. L’home stager deve entrare a far parte dei loro collaboratori fissi, come lo sono i geometri o i certificatori. In quest’ottica abbiamo avviato partnership con le associazioni di categoria, come ad esempio la convenzione nazionale con Fiaip, mentre con la Fimaa abbiamo stretto accordi di formazione a livello locale».

Il principale ostacolo alla diffusione dell’home staging è che il venditore è chiamato ad affrontare un esborso iniziale quando è in una situazione in cui aspetta solo di incassare il prezzo della casa. «La nostra è una professione nuova in Italia che ha bisogno di tempo per superare le resistenze culturali. Esclusi i casi di chi non può permetterselo, sta al professionista – argomenta Vimercati – convincere il cliente che sono soldi ben spesi. Vendere più in fretta dà un doppio vantaggio in termini economici: da un lato si risparmiano tasse, bollette e spese condominiali, dall’altro dopo un po’ di tempo che l’immobile resta invenduto si sarà costretti ad abbassare il prezzo. Quindi anche senza considerare la buona quotazione che permette di raggiungere l’home staging, il solo accorciarsi dei tempi permette di ripagare l’investimento, che in genere è comunque contenuto». Si parte da costi sotto i mille euro per un’operazione di “decluttering”: pulizia e riordino, alleggerimento di tutto il superfluo, compreso qualche mobile troppo ingombrate o poco funzionale, cambio di tessuti e tende o altri elementi accessori; in questo caso, in genere, tutti gli interventi sono fatti dal proprietario e solo alla fine interviene l’home stager con alcuni ritocchi e il servizio fotografico. All’estremo opposto si interviene con l’inserimento di arredi (veri o spesso in cartone) che rimangono “in scena” per qualche mese, ritinteggiatura, sistemazione infissi eccetera, per un esborso che può raggiungere qualche migliaia di euro. Ovviamente si tratta di interventi più ammortizzabili in case di maggior valore. «Spesso l’home staging viene visto come un intervento che rende la casa neutra e quindi più adatta a molti compratori, questo è vero fino ad un certo punto – precisa de Luca –. Si tratta di un’operazione di marketing per cui è necessario definire bene il target da colpire. La casa va sviluppano competenze specifiche, se si è capaci di gestire una vera e propria attività imprenditoriale con ad esempio la gestione del magazzino e di un parco di collaboratori a cui rivolgersi per ogni esigenza».

Un trend immobiliare che sta spingendo la diffusione dell’home staging è lo short rent. «L’acquisto su internet di una vacanza in affitto passa soprattutto attraverso le foto di un ambiente che deve colpire in pochi minuti – spiega de Luca – per cui il colpo d’occhio è fondamentale, mentre nel caso dell’acquisto di una casa il tempo di decisione è molto più lungo ed entrano in campo molti più fattori». In aumentano anche i costruttori che richiedono di allestire “appartamenti campione” per facilitare la vendita.

Fonte: Il Sole 24 Ore Casa di Emiliano Sgambato

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Cos’è la stima immobiliare? Cosa la differenzia dalla valutazione immobiliare?

La stima immobiliare è una procedura finalizzata a scoprire quale sia il valore commerciale di un immobile.

Quest’operazione è destinata a rivelarsi utilissima in molti diversi frangenti, ad esempio laddove si intenda proporre il bene sul mercato facendolo fruttare il più possibile, allo stesso tempo però deve essere tenuta ben distinta dalla valutazione immobiliare.

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Fonte: Il Messaggero Casa

 

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Il negozio «giusto» rende più della casa

 

Prezzi ancora in contrazione, affitti che crescono (o restano stabili) e rendimenti potenziali lordi “doppi” rispetto alle abitazioni. È il cocktail vincente che sta spingendo molti investitori privati ad abbandonare il residenziale e strizzare l’occhio al settore dei negozi come opportunità di investimento. Nel commerciale, infatti, si può puntare tranquillamente al 7% di rendimento lordo. Tecnocasa colloca questo valore fra il 6% e il 10% mentre Idealista indica una media nazionale all’8,8 per cento.

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Fonte: Adriano Lovera – Il Sole 24 Ore Casa

 

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ENEA: ecobonus 2018, online il nuovo sito per l’invio della documentazione

Attivo da ieri 3 aprile 2018 il nuovo sito ENEA, dedicato alla trasmissione telematica della documentazione necessaria relativa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici conclusi a partire dal 1° gennaio 2018, per poter usufruire delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (ecobonus).

Il sito web consente l’invio delle dichiarazioni dovute all’ENEA esclusivamente a fronte dei lavori completati nel 2018.

Com’è noto ormai, la Legge di bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n. 205) ha integrato e modificato le condizioni di accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

Sono state molte infatti le novità contenute nella finanziaria 2018 in relazione al cd. “pacchetto casa” e dal 1° gennaio 2018 è necessario inviare una comunicazione all’ENEA anche sui lavori di recupero del patrimonio edilizio, sul sisma bonus, sull’acquisto dia arredo e sull’ecobonus.

In attesa dei decreti attuativi che disciplinino tutte le modalità operative, recentemente, l’ENEA ha pubblicato sul suo sito una tabella che sintetizza gli interventi incentivabili e le aliquote che scaturiscono dalla nuova legge:

Come si evince dalla tabella, le principali novità riguardano la riduzione dell’aliquota di detrazione al 50% per:

interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi,

  • schermature solari,
  • caldaie a biomassa,
  • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.811/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

Sono ammessi con la stessa aliquota del 65%, anche i micro-cogeneratori, per una detrazione massima consentita di 100.000 euro.

Fonti: Enea – Fisco e Tasse

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Bonus ristrutturazioni edilizie: nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

Prorogata la maggiore detrazione Irpef del 50%, con il limite massimo di spesa di 96mila euro, per gli interventi sulle singole abitazioni e sulle parti comuni di edifici residenziali

L’agenzia delle Entrate ha reso disponibile la versione aggiornata della guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, un utile strumento per orientarsi tra i diversi benefici che la normativa tributaria riconosce quando si effettuano interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Buona lettura.

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