Affitti, torna il contante

Il dipartimento del Tesoro fa marcia indietro sull’obbligo di pagare con assegno e bonifico il canone degli affitti abitativi.
Il contante può essere usato senza rischiare sanzioni fino a 999,99 euro.

A introdurre il divieto di usare il contante per le locazioni abitative – per qualsiasi importo – è la legge di stabilità (legge 147/2013, articolo 1, comma 50). Un divieto più severo di quello “generale” previsto dalla normativa antiriciclaggio, per cui l’obbligo di pagamento con mezzi tracciabili scatta solo da 1.000 euro in su.

La nuova norma è entrata in vigore il 1° gennaio 2014, ma ora il dipartimento del Tesoro (vedi allegato) inverte la rotta e cancella l’obbligo in via interpretativa.

Vedi allegato

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Detrazione 65%, nuova Guida delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova versione della Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, scaricabile alla paginahttp://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/agenzia/agenzia+comunica/prodotti+editoriali/guide+fiscali/aggiornamento+risparmio+energetico/Guida_risparmio_energetico_agg_dic_2013.pdf .

Il documento è stato aggiornato dopo l’approvazione dellaLegge di Stabilità 2014, che ha prorogato la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L’agevolazione è stata confermata nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014. La
detrazione è invece pari al 50% per le spese che saranno effettuate nel 2015.

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si
compone il singolo condominio, la detrazione si applica nella misura del:
– 65%, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 30 giugno 2015;
– 50%, per le spese che saranno effettuate dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Dal 1° gennaio 2016 (per i condomini dal 1° luglio 2016) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

Nella nuova Guida, l’Agenzia descrive i vari tipi di intervento per i quali si può richiedere la detrazione (dall’Irpef e dall’Ires) e riassume gli adempimenti richiesti e le procedure da seguire per poterne usufruire.

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Interessi legali all’1% dal 2014

Con il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 12.12.2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 13.12.2013, la misura del saggio degli interessi legali di cui all’articolo 1284 del codice civile è stata abbassata dal 2,5% all’1%. Per sanare gli omessi/insufficienti versamenti del 2013 bisognerà pertanto applicare gli interessi del 2,5% fino al 31.12.2013, e dell’1% dal 1° gennaio 2014. Ad esempio un contribuente che ha omesso il versamento del saldo Imu, in scadenza il 16.12.2013, e che decide di regolarizzarsi il 15 gennaio 2014 calcolerà l’importo degli interessi dovuti al 2,5% per il periodo dal 17 dicembre al 31 dicembre 2013, e all’1% per i restanti giorni, dal 1° al 15 gennaio 2014.

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L’Ape va senza Registro e Bollo

L’Ape va senza Registro e Bollo, serve a rendere valido il contratto

Anche per le locazioni “dichiarate” via web, i relativi allegati, non inviabili con quella modalità, possono essere portati in forma cartacea all’ufficio, senza pagare alcun tributo
L’attestato di prestazione energetica, da allegare ai contratti di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito e ai nuovi contratti di locazione, non sconta il Registro, perchè il Tur (Dpr 131/1986) non lo prevede, e nemmeno il Bollo. Lo afferma la risoluzione n. 83/Edel 22 novembre, aggiungendo qualche caso in cui i tributi, per specifici motivi, sono dovuti.
Per capire la necessità del chiarimento è indispensabile ricordare che, dal 4 agosto scorso, è diventato obbligatorio allegare l’Ape agli atti connessi alle descritte operazioni immobiliari, “pena la nullità degli stessi contratti” (articolo 6, comma 3-bis, Dlgs 192/2005, così come modificato dall’articolo 6, del Dl 63/2013). In particolare, il pronunciamento dell’Agenzia è stato sollecitato, in riferimento alla registrazione dei contratti di locazione, con tre domande: 1) il nuovo obbligo comporta il pagamento “a parte” del Registro? 2) l’Ape può essere presentato in copia semplice o necessariamente conforme all’originale? 3) l’attestazione sconta il Bollo?
Il primo passo da fare, quando si parla di imposta di registro, è sfogliare il Tur (articolo 11, Dpr 131/1986). Questo hanno fatto i tecnici del Fisco, verificando che l’Ape non rientra tra gli atti  per i quali vige l’obbligo della registrazione ma, rappresentando semplicemente una parte integrante del contratto, non paga un Registro autonomo.
Sempre a proposito di contratti di locazione, la risoluzione ricorda che i contribuenti tenuti alla registrazione possono optare per la modalità cartacea presso l’ufficio delle Entrate o per quella telematica, attraverso le applicazioni disponibili sul sito dell’Agenzia. “Locazioni web”, “Siria” e “Iris”, però, non consentono di trasmettere allegati. Pertanto, se la scelta è caduta sul telematico, l’interessato potrà presentare l’Ape, in un momento successivo, in forma cartacea insieme alla ricevuta di avvenuta registrazione. Questo in risposta al primo quesito. In entrambe le ipotesi, comunque, per l’attestato di prestazione energetica, non è dovuta imposta di registro.
Un’ipotesi diversa, e in questo caso il tributo è dovuto nella misura fissa di 168 euro, è quella in cui la certificazione in argomento viene portata volontariamente alla registrazione, ad esempio per dare data certa all’attestazione.
Poi, per le altre due domande, un unico riscontro. Infatti, in estrema sintesi, se l’Ape è allegata al contratto di locazione in originale o in copia semplice, non sconta il Bollo. Il perché sta nel fatto che l’attestazione arriva sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio e tali dichiarazioni sono esenti dal tributo (articolo 37, del Dpr 445/2000).
Quando, invece, la copia dell’Ape è accompagnata da una dichiarazione di conformità all’originale di un pubblico ufficiale, il Bollo costa 16 euro a foglio (nota 1 all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 642/1972).

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